CORRADINO: SINDACO DI BIELLA MA ALLE MIE CONDIZIONI


Siamo andati a trovare il sindaco di Cossato, Claudio Corradino nel suo ufficio in municipio. Insieme abbiamo rivissuto questa sua  esperienza. Era un ‘predestinato’ come si è definito e ora proverà a correre per la poltrona di Palazzo Oropa ma per arrivarci pone alcuni ‘paletti’ ben precisi.
Partiamo dal suo comunicato in cui contesta il protagonismo del presidente della Provincia, Emanuele Ramella. Come mai questa presa di posizione?
“È stucchevole. Volevo riaffermare che alle province si è posto rimedio perché ha sbagliato il Governo. Non c’è nulla da ringraziare perché è un atto dovuto”
Cosa ha imparato a fare da sindaco in questi otto anni e mezzo?
“Ad ascoltare la gente, a sentire le persone in casa loro perché il comune è casa loro e tutti hanno il diritto di venire e essere ascoltati. Sono apprezzato perché la gente mi conosce e sa che con me può parlare perché sono pronto ad ascoltare. Mi piace essere in prima linea e parlare con le persone. Per alcuni versi ero già tanti anni fa un predestinato, mi chiamavano sindaco e allora avevo detto che sarei diventato sindaco di Cossato. Eccomi qui”
Rimane poco più di un anno alla scadenza del suo secondo mandato. Cosa vuole portare a termine in questo scorcio di legislatura?
“Ulteriore razionalizzazione del personale per avere maggiori risparmi e efficenza. Alcuni lavori come le piazze Gramsci e Piave per lasciare una specie di ricordo della mia amministrazione. Poi, un nuovo blocco di uffici per i Carabinieri e mi piacerebbe riorganizzare i magazzini comunali per cercare uno spazio maggiore per i Vigili del Fuoco”
Condivide tutte le scelte amministrative fin qui fatte oppure si pente di qualcosa?
“Una cosa mi ha creato apprensione ed è stata la raccolta differenziata puntuale con il nuovo sistema di tariffazione. Grazie alla collaborazione dei cossatesi ha consentito di avere bollette più economiche. Se c’è stato qualche aumento è stato sicuramente minore di eventuali altri sistemi”
Un bilancio del suo mandato?
“Siamo partiti con tantissime cose da mettere a posto come il patto di stabilità, abbiamo proceduto a sistemare gli espropri un lavoro lungo per il quale stiamo ancora andando avanti, abbiamo riqualificato i giardini e realizzato una serie di varianti al piano regolatore anche se purtroppo l’ultima è durata troppo tempo per cercare di mettere a posto alcune situazioni, abbiamo aperto il centro notturno per l’elisoccorso e proceduto alle manutenzioni degli stabili comunali che necessitavano”
Non è un mistero che molti la vogliano in pista per contendere il posto di primo cittadino a Biella. Si sente pronto?
“Ho maturato un’esperienza notevole con Cossato, ho ricoperto il ruolo di vice presidente regionale dell’Anci e adesso sono membro del consiglio nazionale a Roma. Inoltre ho avuto la fortuna di far parte del direttivo e essere a stretto contatto con il Governo. Queste esperienze sarebbe un peccato sospenderle. Se ci fosse posto anche in un’altra carica per me andrebbe bene ugualmente. Una cosa è fondamentale: tutto questo sempre e solo con l’appoggio dei voti dei cittadini. Se i biellesi riterranno di avere bisogno di me, io ci sono”
E un pensiero alle elezioni politiche, no?
“E chi non lo farebbe? Sarebbe una gratificazione per i lavoro svolto finora ma ci sono ruoli da rispettare. Sono partite che si decidono a Milano e Torino”
Dove vede Claudio Corradino tra un paio d’anni?
“Mi auguro alla guida della città di Biella ma i patti devono essere chiari fin da subito e il ruolo dei partiti decentrato”
Un consiglio ai giovani che vogliono iniziare a fare politica?
“Io mi ero avvicinato perché ero stufo di sentir dire ‘faremo’. Ho voluto provare a cambiare le cose in prima persona. Subito c’è tanto entusiasmo e si pensa di cambiare il mondo poi la pratica quotidiana ti fa capire che molte cose non possono essere fatte. A quel punto ci vuole pazienza perché il vero cambiamento lo possono fare solo le giovani generazioni: entrare con calma e umiltà, ascoltare gli anziani, cercare di fare le cose poco per volta. Direi proprio, la parola esatta è pazienza”.
Fulvio Feraboli

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