Fulvio Chilò (Lega Nord Trivero) – Dallo sport alla politica


“Arrivo da un’esperienza sportiva impegnativa. Per arrivare alla vittoria ho dovuto non solo allenarmi, ma anche trovare la giusta concentrazione, dare il massimo, cercare sempre il limite – spiega -. Da due anni invece mi sto cimentando in politica e sento di poter fare uguale: combatterò per raggiungere gli obiettivi. La ‘scalata’ sarà dura e più faticosa delle montagne che ho conosciuto in Nepal e in Patagonia, ma rimango determinato. Sento di poter fare qualcosa di buono per il territorio e ce la metto tutta. È di nuovo una sfida con me stesso, dove c’è molto da imparare: devo capire come si muovono i politici, conoscere la politica.

Non ho bisogno di costruirmi un’immagine e non sono un abile oratore. Nonostante il successo raggiunto, sono rimasto impacciato di fronte al microfono, ho però sviluppato un’abilità organizzativa che sa attrarre sportivi e quindi turismo. Sono fautore di eventi di livello, come il ‘Trail Oasi Zegna’. Nell’impegno politico vedo l’opportunità di gestire ambiti che conosco bene. Sono competitivo per dirla da sportivo. Posso creare delle opportunità di sviluppo. La Lega nord sta credendo in me e la ringrazio di cuore. Soprattutto Claudio Corradino che mi sta dimostrando tanta fiducia. Mi auguro perciò di poter occupare in futuro ruoli più impegnativi. Attualmente sono anche membro della consulta allo Sport dell’Anci Piemonte. Ancora un segnale di attenzione nei miei confronti che apprezzo. Sia chiaro però che non mi importa nulla della poltrona, non voglio andare a Roma, non cerco denaro. Non fa proprio parte del mio carattere. Sono abituato a conquistare; essere operativo, soprattutto quando si parla del mio territorio. Propongo in ambito pubblico quello che ho sempre fatto nella vita. So far collaborare le associazioni, perché so essere resiliente, so trasformare le malelingue in risorse, suggerimenti. Tutta esperienza che arriva dal percorso sportivo, in cui ho imparato a gestire l’energia per arrivare al traguardo, per vincere”.

“Noi Biellesi dobbiamo osare di più. Se non proviamo, se non ci lanciamo, non andiamo da nessuna parte. Nel Triverese intervengo spesso su questioni che riguardano la viabilità, come la strada chiusa per la frana, il cui ripristino da parte della Provincia è valutato con tempi troppo suoi, o sulla manutenzione delle strade comunali che lascia a desiderare. Ricordiamoci che sono le vie di comunicazione che portano i turisti. Anche come consigliere comunale ritengo di seguire una linea costruttiva.

Voglio far aprire la strada che collega il Bocchetto Sessera alla Val Sesia, a Mera. Ci sto lavorando con Pietro Bondetti. È una strada sterrata, demaniale, della Regione, ma chiusa ai più. Sarebbe invece importante consentire il transito alle navette, o anche alle auto, seppure in modo regolamentato. Anche gli anziani e i disabili dovrebbero poterla percorrere. Non siamo Cortina d’Ampezzo o Courmayeur, però per crescere dobbiamo abbattere le barriere. Serve pure recuperare certe strutture, come la scuola alberghiera di Trivero. Si potrebbe allestire un centro di formazione turistica, un centro benessere, oppure creare accoglienza, perché poi l’altro nostro problema è che non sappiamo dove mettere a dormire i turisti. Vedrei bene anche uno stabile per ricevere le squadre sportive, perché dobbiamo attirare gente che oltre a se stessa porti turismo. Infine occorre proporre eventi di livello. Il turismo nel Biellese si attira compiendo questi passi, mica chissà che altro.

Non occorre andare lontano. Pure a Trivero, dalle mie parti, ignorano l’esistenza di laghetti montani, alpeggi, di pastori, a cui si darebbe l’opportunità di vendere i formaggi o anche soltanto di mostrare i loro metodi di lavoro. L’apertura della strada per Mera creerebbe di conseguenza eventi correlati con la Val Sesia. Da soli, pensiamoci, non si va da nessuna parte. Dobbiamo necessariamente lavorare insieme. Dobbiamo migliorare la manutenzione delle aree verdi che costeggiano le strade, darci da fare un po’ tutti. Se ogni cittadino ci mettesse del suo, sarebbe tutto più facile. A Trivero stiamo vivendo il problema del buco sul ponte Lora, all’inizio della Panoramica. La segnaletica adottata provvisoriamente non è chiara e la gente impazzisce. Già con la precedente amministrazione c’era un progetto per realizzare una rotonda, che avrebbe abbellito il paese. Io oggi la sto riproponendo. Il tratto di strada – provinciale – è un biglietto da visita per chi va a Bielmonte. Mi immagino già un bel sasso, come farebbero in Trentino o in Valle d’Aosta, con un po’ di verde intorno, perché sono le piccole cose che fanno grande un paese, mentre sport e turismo sono di fatto un binomio vincente”.

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