MSP, vogliamo spiegazioni riguardo il progetto stage dell’ITIS


Il Movimento Studentesco Padano chiede spiegazioni a riguardo del progetto alternanza scuola lavoro dell’ITIS

Veniamo a conoscenza che, per il secondo anno consecutivo, viene proposto agli studenti dell’IIS Q. Sella un progetto dal titolo “Condividere la cultura. Da studente a studente” nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, che prevede un corso di alfabetizzazione informatica rivolto ai “rifugiati e richiedenti asilo” presenti nel biellese, svolto dagli allievi delle classi terze, quarte e quinte. Preso atto che per gli studenti del quinto anno viene addirittura riconosciuto un credito formativo, mentre a differenza dell’altr’anno non varrà più lo stesso per quelli delle classi quarte, dove va a configurarsi come un’opzione al pari che nelle classi terze, a nostro avviso sorgono dubbi e problemi circa l’utilità e la finalità del progetto.

Infatti nella Legge 107/2015, ovvero quella che regola l’alternanza scuola lavoro, sono stabilite le finalità, tra le quali figurano: “l’opportunità di apprendere mediante esperienze didattiche”; “arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro”; il progetto “deve connotarsi di una forte dimensione innovativa, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, anche l’acquisizione di maggiori competenze per l’occupabilità e l’auto-imprenditorialità”. Ma come è possibile che gli studenti possano avere una valorizzazione del proprio percorso formativo, come esplicitato dalla stessa Legge? In questo progetto, chi apprende sono i richiedenti asilo, non gli studenti! L’acquisizione di nuove competenze avverrà per i destinatari del servizio, che è l’esatto contrario delle finalità dell’alternanza scuola lavoro: in questo caso, sono gli studenti a mettere a disposizione le competenze che hanno già per fornirle ai soggetti del progetto, non questi ultimi ad arricchire i primi con nuove competenze. Come fa uno studente, in questo caso specifico, a farsi riconoscere una qualsivoglia competenza spendibile nel mondo del lavoro? Inoltre, non ci pare essere un progetto di grande dimensione innovativa, anzi…

Come se non bastasse, questo progetto, tenuto da operatori Caritas, non ci risulta rispettare nessuno dei punti dell’art. 2, comma 2 della Legge 107/2015 – Specifiche e requisiti dei progetti di Alternanza scuola lavoro. L’alternanza scuola lavoro non è l’equivalente di un volontariato mascherato, bensì “i progetti di alternanza devono concretizzare l’attivazione di un percorso di formazione in grado di cogliere le specificità del contesto territoriale attraverso processi di integrazione tra il sistema d’istruzione ed il mondo del lavoro” (art. 2, comma 1). Non vorremmo che qualcuno abbia frainteso la parola integrazione… di certo sfugge quali specificità del territorio vengono colte.

Come ultima osservazione – ma non per questo meno importante – è bene rilevare che tra i richiedenti asilo ai quali viene offerto il servizio potrebbero celarsi alcuni immigrati che, non avendo i requisiti per ottenere lo status di rifugiato, potrebbero in futuro essere scoperti quali clandestini, ovvero immigrati da espellere in quanto privi di motivazioni per essere giunti qui illegalmente. Cosa si dirà a questo punto ai ragazzi che avranno fornito un corso a tali persone per un progetto che presenta tutte queste problematiche? Alla faccia dell’opportunità di arricchimento formativo…

Come Movimento Giovani Padani Piemonte e Movimento Studentesco Padano Piemonte e Biella, abbiamo provveduto ad inviare una lettera al Preside dell’IIS Q. Sella, Gianluca Spagnolo, per sottoporre direttamente a lui le domande che abbiamo formulato a fronte della legge. Restiamo in attesa di un suo responso, certi di poter contare sulla sua professionalità e ponendoci unicamente a fianco degli interessi degli studenti.

 

Movimento Studentesco Padano Biella

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