RICCARDO MOLINARI: “NON VOGLIAMO TORNARE A GOVERNARE PER POI NON FARE LE COSE”


E’ un convegno che segna una volontà di leadership nel centrodestra?

Non intendiamo solo elencare problemi di lavoro e occupazione ma ragionare anche con tecnici ed esperti su come uscire da questa situazione. La nostra ambizione è tornare alla guida della Regione e del paese a fronte della mancanza di lavoro e di ripresa economica. Se si vuole tornare a governare bisogna dare delle risposte su questo fronte.
Come si rilancia il manifatturiero se non vi è una ripresa degli investimenti?
Dobbiamo far sì che torni ad essere conveniente investire in Italia e per questo dobbiamo tutelare il nostro mercato interno cosa che l’Unione Europea non sta facendo.

Sì ma come?

E’ chiaro che oggi sia più conveniente aprire attività produttive in Cina o in paesi privi di diritti sociali e con un costo del lavoro basso per poi esportare in Europa. Per questo l’Europa deve imporre dazi protettivi e permettere politiche di incentivo per far sì che le aziende tornino a lavorare.

Molta l’attenzione a temi sindacali?

La sinistra non fa più la sinistra e quella istituzionale appoggia le politiche in campo economico più liberiste e antisociali. Stanno distruggendo lo stato sociale. Non so se la nostra sia una battaglia di sinistra ma è certo di buon senso.

Ma Berlusconi vostro principale alleato si è detto profondamente legato a questa Europa?

Si vedrà se sarà il nostro principale alleato. Lo è in questa tornata amministrativa sul territorio. Dal punto di vista politico lo saremo con chi sposerà il nostro programma in tema di Europa, sovranità monetaria ed economica. Non vogliamo tornare a governare per poi non fare le cose. O vi è una convergenza sui programmi oppure ognuno farà la sua strada. Per questo puntiamo ad uscire da queste elezioni molto rafforzati per avere più potere contrattuale dal punto di vista programmatico in una futura coalizione.

Come vede la situazione a Torino guidata da Chiara Appendino?

I Cinque stelle sono perfettamente entrati nel sistema Torino ed in quello Pd. Portano avanti le politiche di chi c’era prima. I piemontesi stanno capendo come non siano una vera alternativa.

Ha fatto impressione sentire Borghezio parlare di patria e di Italia. È una nuova Lega.

Prima i nemici erano lo stato centrale oggi la priorita è difendere la sovranità nazionale in Europa. Non esiste una nuova Lega i principi sono sempre gli stessi.

 

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