TRIVERO Chilò è sicuro: «Servirebbe più autonomia per il Piemonte»


Se il Piemonte otterrà “l’autonomia”, essa avrà delle ripercussioni positive anche nel territorio triverese. Né è profondamente convinto Fulvio Chilò referente territoriale di Lega Nord commentando i risultati del referendum in Veneto e in Lombardia: «Ognuno è libero di pensarla come crede, ma il più che positivo risultato del referendum in Veneto e in Lombardia, dati alla mano, e il riscontro avuto da questo successo sui media, dimostra che c’è voglia di autonomia da parte dei cittadini, desiderosi d’avere più spazi di manovra per utilizzare le proprie risorse a beneficio del territorio».

In Regione c’è già una proposta di legge depositata dal gruppo di Lega Nord. «Il nostro auspicio è che il governatore Chiamparino la faccia approvare e che apra un confronto con il governo al più presto» prosegue Chilò. «Sono convinto che anche ai nostri territori possa giovare molto il Piemonte autonomo e mi preme chiarire che autonomia non significa indipendenza, basti pensare che i piemontesi versano 10 miliardi di euro all’anno di tasse che finiscono a Roma. Trattenendo anche solo il 70 per cento di questi soldi in Piemonte avremmo un mare di risorse economiche da investire sul territorio».

Chilò elenca poi tutta una serie di settori che, in altri tempi, hanno fatto grande il triverese e le valli Mosso e Sessera, a cominciare dalle fabbriche tessili, per poi giungere a tutto il molteplice mondo dell’artigianato e dell’agricoltura: «Pensiamo ai contributi che potremo dare a tutte queste categorie di persone, in modo da fornir loro la possibilità di assumere nuovamente del personale, di riaprire le fabbriche, di avviare una ripresa economica, che siamo ben lontani anche soltanto dal sognare» incalza il consigliere triverese. «Senza contare poi il beneficio che ne avrebbe tutto il settore dei servizi. Nel nostro comune di Trivero si potrebbero usare più risorse per strade, scuole, famiglie bisognose e tutto quanto si possa immaginare. E si potrebbe arrivare finalmente all’abbatti-mento del patto di stabilità, secondo il quale lo Stato blocca una parte dei sol-di di un Comune, non te li fa usare e inoltre ti dice anche come spenderli. C’è qualcosa di più folle?».

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