Un progetto “riapre” Villa Caraccio: la struttura tornerà ad ospitare una scuola materna -Michele Mosca Segretario Provinciale Lega Nord


Villa Caraccio tornerà a ospitare bambini. E’ un progetto al quale Palazzo Oropa sta lavorando seriamente, tanto che ha già in mano un preventivo di interventi per trasformare la palazzina in una materna. Due gli obiettivi dell’amministrazione: evitare che i suoi beni con il tempo si deteriorino e far tornare a rivivere una zona nel cuore della città che rimasta orfana dell’ospedale non ha più attrattività.

Grande assente  

Che qualche idea il Comune l’avesse già sull’immobile, si era capito a febbraio, quando non era stato inserito nell’elenco delle 13 proprietà messe all’asta. Solo oggi, però, il progetto inizia a prendere forma, e l’assessore al Patrimonio Giorgio Gaido spiega che cosa ci potrebbe essere nel futuro: «Un immobile disabitato si deteriora. Nel caso di villa Caraccio abbiamo provato diverse volte a venderla piuttosto che affittarla, ma i progetti non sono mai andati in porto. La valutazione dei periti è di 755 mila euro. Una cifra ancora troppo alta per un mercato che risente della crisi. A questo punto tanto vale metterci in gioco e provare a farla tornare come era un tempo». Troppo complesso e costoso intervenire per ripristinare il nido come era stato fino al 2007. Più facile provare ad adattarla a materna. «Abbiamo chiesto un preventivo – continua Gaido – e ci è stato detto che ci costerebbe 100 mila euro circa per sistemarla. Facendo lavori particolari dal punto di vista energetico potremmo ottenere dei contributi e accendere un mutuo».

 

Gli obiettivi  

A spingere l’amministrazione verso questa scelta, è la volontà politica di sfruttare al meglio le risorse comunali: «E’ assurdo – continua Gaido – pagare noi un affitto quando abbiamo diversi stabili nostri. Nell’ultimo anno abbiamo occupato molti spazi di nostra proprietà cedendoli per esempio anche solo ad associazioni. E lo stesso ragionamento conta anche per villa Caraccio: abbiamo molte scuole in stabili che non sono nostri. Qui potremo mettere una materna che oggi si trova in un edificio non di nostra proprietà e allo stesso tempo rivitalizzare un quartiere che da quando è andato via l’ospedale sta morendo. Il parcheggio c’è. Ed è una zona tranquilla».

La prima occasione di rivitalizzare l’immobile di fronte all’ex ospedale era arrivata nel 2014, quando lo stesso Comune aveva proposto di trasformarlo in un centro di accoglienza. Un’idea poi naufragata per la carenza di docce e servizi igienici adeguati. Tra le altre ipotesi prese in considerazione, c’era poi stata quella di sfruttare lo spazio per potenziare il progetto «Emergenza freddo» e quindi quella di metterlo a disposizione di privati per la realizzazione di uno spazio di lavoro condiviso.

A due anni dalla sua chiusura, intanto, tornerà a rivivere anche l’edificio comunale nel cuore dei giardini Zumaglini, l’ex nido il Campanellino. Sull’operazione l’amministrazione mantiene il più stretto riserbo, annunciando solo che l’ambito del suo nuovo utilizzo sarà il sociale.

Fonte: La Stampa

 

Era il 2014 quando la giunta Cavicchioli decise di trasformare la villa in un centro di accoglienza per immigrati, la Lega si oppose strenuamente e grazie al nostro impegno tra poco quella casa tornerà ad ospitare bambini con una scuola materna! -Spiega Michele Mosca Segretario Provinciale Lega Nord

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